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10. I miei "Maestri" Ecco, Immanuel Kant e Silvio Ceccato sono due dei miei maestri, il terzo è Ernst von Glasersfeld che ha lavorato per 15 anni insieme a Ceccato in Italia negli anni '50 e '60 nel campo della cibernetica. Allora si implementavano sui computer i primi software per la traduzione automatica e Ceccato insieme a von Glasersfeld con il loro approccio erano all'avanguardia. Grazie a Ernst von Glasersfeld - che dal 1965 vive negli Stati Uniti - ho incomiciato a fare relazioni a congressi: una volta mi ero iscritto ad un congresso e lui mi ha proposto come relatore, così mi sono visto arrivare una lettera "La ringraziamo per essersi proposto come relatore .... la sua relazione avrà luogo il giorno tale all'ora tale ..." Era a San Gallo, in Svizzera nel marzo 1987. E' stato lì che poi ho conosciuto Humberto Maturana - il mio quarto maestro - uno scienziato cileno, neurofisiologo, fondatore nel 1968 della cosiddetta "Nuova Biologia" o "Biologia della Conoscenza" ove usa le idee della biologia per dare un fondamento nuovo alla scienza della mente. Qualcosa di simile aveva fatto poco prima Jean Piaget - il mio quinto maestro - psicologo svizzero noto soprattutto per aver studiato lo sviluppo mentale dei bambini per il quale aveva proposto il famoso modello degli stadi nel quale descrive che cosa un bambino sia in grado mentalmente di fare nei primi mesi, poi a uno, due, tre anni etc. cioè che operazioni mentali diventano patrimonio della mente a che età. Piaget ha anche proposto come certe idee della biologia possano contribuire ad un modello funzionale della mente. Ad es. lo schema dell'autoorganizzazione: come le cellule o i sistemi del corpo umano (nervoso, respiratorio, cardiovascolare) possono essere spiegati come sistemi che si autoorganizzazano, così Piaget propone di vedere anche nella mente lo stesso schema di autoorganizzazione delle proprie attività. Un altro scienziato che considero come mio maestro è Walter Freeman, lavora in California, a Berkeley, è uno specialista di neurofisiologia e di biocibernetica, ha fatto studi sull'attività olfattoria dei conigli, su come faccia il coniglio a riconoscere diversi odori. Per questi studi ha condotto esperimenti sui conigli misurando i segnali di neuroattività che si sviluppano nel bulbo olfattivo e nelle aree connesse del cervello e ha formulato modelli matematici per spiegare la dinamica di questi processi olfattivi in termini di attività concettuale e attenzionale. ©1998,M.Bettoni,CZM,Fachhochschule beider Basel Go to: Next slide / Index of talk |