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8.2 Come opera l'attenzione: altri esempi

Altri esempi presi da pubblicazioni di Ceccato. Un esempio è questa figura presa da "Il Punto", un libro del 1980 nel quale Ceccato ha raccolto delle lezioni di cibernetica da lui fatte in scuole elementari con bambini di 9-10 anni, dove ha cercato di fare una verifica della sua concezione attenzinale della mente dialogando coi bambini per seguire l'attività mentale in uno stadio ancora non troppo contaminato da esperienze che sviluppano sempre più quel senso comune per cui alla fine perdiamo sempre più quel contatto immediato con l'attività mentale del quale disponiamo nei primi anni di vita. Ecco, in questa figura

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[Figura 6: Bosco o alberi ?]

si vedono alberi o si vede un bosco: secondo il modello di Ceccato "bosco" o "alberi" sono due possibilità che noi abbiamo e nel caso di "bosco" costituiamo i contenuti mentali usando la categoria, il concetto, di singolare e nel caso di "alberi"costituiamo i contenuti mentali con la categoria di plurale.

Queste categorie di "plurale" o "singolare" non seguono la definizione che ne danno il Garzanti o lo Zanichelli, ma sono - e qui sta l'apporto specifico di Ceccato - queste categorie di "plurale", "singolare", "oggetto", etc. sono il risultato di un'attività mentale che lui postula come "attività attenzionale". Comunemente l'attività attenzionale è un'attività che noi conosciamo solo sotto l'aspetto molto specifico che è quello di "fare attenzione a", "concentrarsi su qualcosa". Ma secondo Ceccato esiste un organo attenzionale che ha delle funzioni più ampie di un semplice focalzzarsi su qualcosa e queste funzioni più ampie, che stanno al cuore dell'attività mentale, consistono nella costituzione di concetti, di categorie. Quindi l'attenzione nelle sue attività più tipiche sarebbe secondo Ceccato la fabbrica dei concetti. Per esempio il concetto, la categoria di "singolare": è l'organo attenzionale che la costituisce e lo applica e ad es. in questa figura, in conseguenza di tale applicazione vediamo la figura come "bosco". Oppure, costituendo al plurale la vediamo come "alberi".

Un altro esempio di come opera l'attenzione lo vediamo in questa sequenza di caratteri fatti di punti disposti a intervalli relativamente grandi.

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[Figura 7: Caratteri alfanumerici]

Provate a leggere l'ultima lettera:
["E' una p"]

Potete leggere la stessa configurazione di punti anche come un'altra lettera ?
["Una d capovolta"]

Si, secondo Ceccato la mente opera anche guidando i movimenti dell'occhio in un movimento di scansione ('scanning'), e quando leggiamo come "p" l'occhio segue una scansione diversa da quando leggiamo come "d capovolta". E' la mente, l'attenzione che guida il movimento di scansione e così facendo costituisce una configurazione di elementi fisici - questi punti - li costituisce come una certa categoria, la categoria della lettera "p" o della lettera "d" o altro. Si potrebbero costituire altre lettere o oggetti. Qui c'è una figura, ad esempio, che possiamo vedere in almeno tre modi diversi. Anche questo esempio l'ho preso da "Il Punto". La figura

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[Figura 8.1]

può essere vista come lettera O e anche come una feritoia nelle mura di un castello medievale;

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[Figura 8.2]

se la incliniamo possiamo più facilmente vederla come uno stadio visto dall'alto

annello o.jpg (1973 Byte)
[Figura 8.3]

e in posizione orizzontale è più facile vederla come anello di una grossa catena.

Ci sono tante possibilità ed è sempre la mente, secondo Ceccato, che opera con diverse categorie, diversi concetti: l'attenzione costruisce e guida gli occhi e altri sensi in un movimento di scansione e l' azione di tutto il sistema attenzionale ci permette di ottenere questi diversi risultati: la O, lo stadio, la feritoia, o altre possibili interpretazioni. Noi spesso quando diciamo "interpretazioni" intendendiamo con ciò il senso comune che ci dice: "Questa è una O, tutti devono vederla come O" e quindi implicitamente ci appelliamo a quella verità assoluta cui abbiamo accennato. Nel modello attenzionale invece, al posto di una "verità assoluta" abbiamo tante "verità operazionali" o "operative" quanti sono i modi di operare dell'attenzione coi quali riusciamo ad ottenere risulati validi o "viabili".

Qui vedete un esempio classico della psicologia cognitiva,

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[Figura 9.1: Vaso o profili ?]

una cosiddetta figura alternante visibile o come profili o come vaso.


[Figura 9.2: Profili]

A differenza dell'interpretazione classica qui sono tratteggiate delle linee: secondo Ceccato, se la scansione avviene lungo linee simmetriche esterne rispetto alla zona centrale si ottengono i "profili"

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[Figura 9.3: Vaso]

mentre se la scansione avviene all'interno della zona centrale con un movimento volumetrico a forma di spirale si ha la costituzione della figura come calice o vaso.

Altro esempio: questa sequenza orizzontale di punti posti a distanza costante l'uno dall'altro.

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[Figura 10: Configurazioni di punti in linea]

Anche qui la mente può ottenere diverse configurazioni. Non è che la sequenza di punti contenga una precisa definizione di come costituire la configurazione giusta. Sotto alla sequenza sono indicate alcune delle configurazioni che si possono fare. Una situazione simile si ha nel memorizzare numeri telefonici: i singoli numeri si possono mettere insieme, raggruppare in tanti modi diversi. Ad es. la sequenza 0613314746 secondo la prima configurazione diventa 061 33 147 46 oppure secondo una configurazione adattata a simmetrie fra i singoli numeri diventa 0 6 1331 474 6.


©1998,M.Bettoni,CZM,Fachhochschule beider Basel

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